È un modo per prendersi un periodo per riflettere, per acquisire sicurezza di sè o, più semplicemente, per imparare una lingua ed affrontare in modo diverso l’università o il mondo del lavoro. Il cosiddetto gap year all’estero è una consuetudine sempre più forte tra i neo diplomati che devono decidere cosa fare della loro vita. Iscriversi direttamente all’università, così come buttarsi nel mondo del lavoro, non è più così scontato. Ma perché scegliere la via dell’esperienza all’estero?

Vivere il gap year all’estero spesso è vista come la possibilità di unire l’utile al dilettevole: imparare la lingua locale e crescere sia personalmente che professionalmente. Quale scelta migliore? Abbandonare la famiglia, gli amici e l’ambiente nel quale si è cresciuti può non risultare cosa semplice; eppure, chi lo fa, non tornerebbe più indietro. Che sia un trasferimento temporaneo o si trasformi in uno definitivo, il gap year arricchisce la persona sotto tutti i punti di vista. E, dopo un iniziale periodo di difficoltà, l’appagamento e la crescita personale sono incomparabili a qualsiasi altra esperienza vissuta all’interno del nido familiare.

Anche le aziende che necessitano di personale da assumere sono concordi sul fatto che il gap year all’estero sia fondamentale per la persona che decide di intraprendere quella strada; e che ci sia una differenza sostanziale tra coloro che hanno vissuto un’esperienza all’estero e quelli che, invece, non si sono mai allontanati dalle mura domestiche. Chi stesse cercando, senza buoni risultati, un posto di lavoro, dovrebbe seriamente prendere in considerazione questa importante opportunità. Allo stesso modo, chi volesse buttarsi senza sapere da che punto iniziare, non dovrebbe perdere altro tempo e cogliere tutte le informazioni del caso su www.nettowork.it.