La differenza sostanziale in ambito universitario tra il vecchio ed il nuovo ordinamento è il fatto che, con quello più recente, è nata la doppia laurea e, di conseguenza, la doppia tesi. Come saprai, la doppia laurea consiste nella possibilità di fermarsi ai tre anni o di proseguire ed approfondire e specializzare le proprie conoscenze con gli ultimi due anni universitari.

La doppia laurea è nata con l’obiettivo di aiutare gli studenti a concludere in tempi più rapidi il proprio percorso universitario. Stando alle previsioni iniziali, i tempi necessari per concludere l’università ed entrare nel mondo del lavoro sarebbero dovuti essere più corti di un anno rispetto a quelli impiegati con una laurea quinquennale. Nella realtà, però, non è andata esattamente così.

Un flop in termini di qualità e tempi

Si può parlare di flop considerando due aspetti: il primo riguarda la consistenza e la qualità degli studi; il secondo riguarda il fatto che i tempi di fatto non si sono ristretti, anzi. Gli studenti, terminati i tre anni, non possono ritenersi preparati allo stesso modo di coloro che hanno impiegato due anni in più. Quindi, chi desidera approfondire in toto le proprie conoscenze, prosegue con la laurea specialistica. Inoltre, concludere entrambi i percorsi, laurea breve e laurea specialistica, richiede la stesura di una doppia tesi di laurea, anziché una unica.

Il risultato di tutti questi cambiamenti? La proposta di un’ulteriore trasformazione o, meglio, una sostituzione della tesi di laurea triennale con un semplice test. Sicuramente si tratterrebbe di un test più rigoroso di quelli di ammissione; ma il dubbio rimane. Non sarebbe forse meglio abolire del tutto la laurea triennale e tornare al vecchio ordinamento?

E’ meglio avvantaggiare chi desidera intraprendere un percorso approfondito fin dall’inizio o consentire a tutti di ottenere una certificazione intermedia tra il diploma e la specialistica? Facci sapere cosa ne pensi e, nel frattempo, dai un’occhiata a www.nettowork.it, il primo punto di incontro tra i giovani e le aziende.