Secondo le ultime ricerche del settore, nel 2020 gli occhi del mondo del lavoro italiano saranno puntati sui neolaureati in ambito economico. Cosa significa? Ciò vuol dire che se un neodiplomato deve decidere che corso di laurea scegliere sulla base di quelle che saranno le richieste del mercato tra pochi anni, non deve avere alcun dubbio: le lauree in economia saranno quelle con maggiori sbocchi occupazionali. Ma, se il settore economico/statistico richiederà circa 35mila laureati, il fabbisogno del mondo del lavoro di certo non si fermerà qui.

Le previsioni occupazionali stimano una richiesta di oltre 30mila medici, 25mila ingegneri e 20mila insegnanti. L’ambito giuridico e quello letterario, invece, non troveranno così tanto interesse da parte dal mondo del lavoro; si prospetta una sorte ancora peggiore per i settori politico, scientifico e biologico.

Ma se qualcuno volesse completare la propria formazione senza intraprendere la strada universitaria? Certo, è possibile. Seguendo qualche corso di specializzazione ed approfondimento, sicuramente sarà possibile affacciarsi al mondo del lavoro più preparati. La laurea non sarà necessaria, quindi, anche se l’asticella della preparazione richiesta è destinata a salire. Le previsioni occupazionali per il 2020 indicano che solo il 27% del fabbisogno lavorativo riguarderà “non qualificati”; le restanti quote saranno suddivise tra qualificati e, per il 41%, altamente qualificati.

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